Memoria Storica

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Memoria Storica 47-48

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STUDI
La Fabbrica d’Armi a Terni. Un’architettura neorinascimentale dall’Italia postunitaria alla Grande Guerra
di Miro Virili

RICERCHE
Terni durante la Settimana Rossa
di Marcello Marcellini

ATTI DEL CONVEGNO
Relazioni

L’anno limite: Michels fra il mondo di ieri e il mondo di oggi
di Raffaele Federici
La Società Anonima Altiforni, Acciaierie e Fonderie di Terni alla prova della Grande guerra (1914-1918)
di Ruggero Ranieri
La Règia Fabbrica d’Armi di Terni dalle origini alla prima Guerra mondiale
di Aldebrano Micheli
La dimensione tecnologica del conflitto. L’evoluzione dell’industria aeronautica italiana
di Basilio di Martino

COMUNICAZIONI
Lettere inedite di Gabriele d’Annunzio al capitano di vascello Giulio Valli
di Domenico Cialfi
Luglio 1916 – Un nostro concittadino, il tenente Alessandro Corradi al Comando della 1° Compagnia del costituendo Genio Teleferisti di Luigi Corradi L’insostenibile insicurezza del confine lombardo-ticinese
di Enrico Fuselli

RELAZIONI
L’opera della Croce Rossa nella Prima Guerra mondiale.
di Andrea Pettini

OSSERVATORIO
Recensioni
di Roberto Marinelli e Massimiliano Bardani

Presentazione

Dedichiamo questo numero di “Memoria Storica” (n. 47-48, numero doppio data la ricchezza dei materiali) alla pubblicazione degli atti del convegno “Industria e società durante la Grande Guerra. Il ruolo e l’apporto della città di Terni”, tenutosi presso il Museo diocesano e capitolare di Terni, sabato 11 ottobre 2014. Il convegno, promosso dall’ISTESS e dal Centro Studi Storici di Terni, con il concorso dell’Istituto per la Storia del Risorgimento (sezione di Terni) e in collaborazione con l’Archivio di Stato di Terni, si è svolto con grande partecipazione e interesse, sia delle scuole che degli addetti ai lavori. Numerosi gli storici che, dal mattino alla sera, si sono succeduti per offrire tracce di riflessione particolari su alcuni importanti aspetti economici, sociali e umanitari di quel tragico evento. Anteponiamo alla pubblicazione degli atti un esauriente studio di Miro Virili concernente la Fabbrica d’Armi e una ricerca di Marcello Marcellini sulla Settimana Rossa, ambedue i saggi sono strettamente collegati ai temi affrontati nel convegno, risultando anzi una sicura integrazione. Miro Virili indaga per la prima volta nel suo studio aspetti urbanistici, architettonici e insediativi della Regia Fabbrica d’Armi con l’apporto di documentazione inedita, reperita anche con l’ausilio del Brig. Gen. (ris) Guido Pesce, attualmente Presidente onorario del MIALT (Museo Internazionale Armi Leggere di Terni) e socio del Centro Studi (che ringraziamo), a Roma presso l’Archivio iconografico manufatti militari dell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio (ISCAG). Tale documentazione è tanto più interessante in quanto l’archivio locale della Fabbrica d’Armi, su cui si è inopinatamente intervenuto in epoche passate con sostanziali sfoltimenti e una vera e propria destinazione al macero, ne risulta completamente sguarnito. Marcello Marcellini indagando, grazie alle carte processuali, sui fatti della Settimana Rossa in sede locale si allinea con quanti retrospettivamente giudicano il sommovimento del 1914, se non responsabile in prima istanza della scelta della neutralità, quantomeno ampiamente corresponsabile.
Tornando ai temi del convegno, che si è svolto attraverso “relazioni” e “comunicazioni” (queste ultime più versate nel lasciar emergere risvolti locali) rileviamo che tutti gli storici intervenuti hanno convenuto nell’indicare nel 1914 l’ “anno fatidico” che, con le dichiarazioni di guerra, ha dato il via al più sconvolgente cambiamento della vita e della società europee. Si è approfondita la dimensione tecnologica del conflitto (Gen. Basilio Di Martino), unitamente alla produzione bellica con specifico riferimento alla Soc. Terni (Prof. Ruggero Ranieri) e al ruolo della Regia Fabbrica d’Armi di Terni (Gen. Aldebrano Micheli). Altro notevole, sostanziale accordo si è riscontrato da parte degli intervenuti nel rilevare che la storia della Grande Guerra non può ridursi alla storia del suoi nuovi enormi potenziali bellici (prof. Romano Ugolini, che ha apprezzato anche per questo il titolo del convegno nel suo saluto inaugurale), perché ne sono aspetti essenziali anche la mobilitazione civile del “ fronte interno” in cui donne, associazioni e movimenti si sono mossi per alleviare le sofferenze dei soldati al fronte e delle popolazioni nei villaggi e nelle città. Interessante anche la comunicazione tenuta dal presidente del Centro Studi Storici relativa ad un carteggio inedito in cui il poeta-vate D’Annunzio rivela una competenza tecnologica non sospettabile. È sugli aspetti del “ fronte interno” che si è soffermato soprattutto il Convegno con le comunicazioni degli storici locali: Luigi Corradi (Centro Studi Storici-Terni) ha illustrato l’importanza delle teleferiche di montagna ad opera del concittadino Alessandro Corradi e il sacrificio delle “portatrici carniche”, Elisabetta David (Archivio di Stato di Terni) ha presentato la intensa opera di assistenza ai feriti al fronte della crocerossina Margherita Incisa di Camerana, Marcello Marcellini (Centro Studi Storici-Terni) ha riferito, sottolineandone l’alto significato politico, dei lavori di maglieria e uncinetto delle donne ternane per impedire la morte per congelamento dei soldati inchiodati in inverno in trincea nella terribile guerra di logoramento in cui scomparve la speranza di una guerra “lampo” e Sergio Bellezza (Ass. Garibaldina Pietro Faustini) ha illustrato le attività del Comitato di mobilitazione civile di Terni. Di indubbio interesse anche la comunicazione di Enrico Fuselli (Centro Studi Storici-Terni) circa gli eventi e le azioni, in vero poco conosciuti, sul confine lombardo-ticinese. Due relazioni, infine, hanno segnato un prezioso apporto ai lavori del convegno: quella del Prof. Agostino Giovagnoli (che non possiamo riprodurre negli atti per l’ impossibilità da parte del prof. di controllare e rivedere la trascrizione), della Università cattolica di Milano, il quale ha illustrato il complesso dibattito teologico-culturale che animò in quegli anni il mondo cattolico in riferimento sia alla scelta neutralista-interventista sia alla valutazione stessa della guerra La famosa definizione data al conflitto dal Papa Benedetto XV che lo giudicò “una inutile strage” – ha osservato Giovagnoli – non venne condivisa da tutti i cattolici molti dei quali (es. Romolo Murri) ritenevano doveroso l’impegno dei cattolici nella guerra per porre fine al secolare atteggiamento di ostilità verso lo Stato. Ma il Papa – ha concluso Giovagnoli – fu profetico in quanto in un’epoca di accesi nazionalismi svincolò la Chiesa da schieramenti parziali e ne affermò la universalità. L’altra relazione da sottolineare è stata del responsabile dell’Ufficio Ricerche del Servizio Internazionale della Croce Rossa Italiana Ten. Col. Andrea Pettini che, nell’illustrare con ampiezza di documentazione fotografica l’opera della Croce Rossa nella Prima Guerra Mondiale, ne ha spiegato i metodi e gli obiettivi di azione allora come oggi: essi consistono nell’adoperarsi affinché “il cerchio affettivo” possa chiudersi, cioè affinché le famiglie di feriti o di morti possano conoscere la sorte dei propri cari di cui hanno perduto ogni contatto, silenzio che fa vivere gli uni e gli altri in angosciosa attesa. I tanti attuali scenari di guerra del mondo vedono la Croce Rossa Italiana impegnata ancora in questa opera. Nella conclusione, il Convegno ha richiamato, per esprimerne condivisione, il messaggio del Vescovo di Terni p. Giuseppe Piemontese che, nell’aprire i lavori, ha sottolineato come la guerra sia solo “ follia”, non abbia alcuna giustificazione e non produca che dolore, odio, morte. Il centesimo anniversario della guerra non deve perciò essere una “celebrazione” ma solo una necessaria riflessione per tutti. A chiusura del presente fascicolo due recensioni, una del prof. Giancarlo Rati e l’altra del dott. Massimiliano Bardani.
Il coordinatore Domenico Cialfi

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